L' Attilio Deffenu era un postale-passeggeri, costruito nel 1927.
All'inizio della II Guerra Mondiale, venne equipaggiato con due cannoni da 100mm, alcune mitragliere antiaeree e bombe di profondità, e fu ri-classificato come incrociatore ausiliario: fu impiegato in missioni di scorta.
All'inizio del 1941, l' Attilio Deffenu stava scortando un piccolo convoglio dalla Base di Taranto a Patrasso (Grecia), quando fu avvistato ed attaccato da un sommergibile Britannico: un siluro colpì l'incrociatore
ausiliario, che affondò rapidamente.
Il relitto giace su un fondo sabbioso ad una profondità di -30m, circa 3 miglia al largo di San Cataldo. Lo scafo è in discrete condizioni, leggermente sbandato a destra: parte del ponte in legno è ancora visibile.
Il cannone di prua si drizza ancora dal ponte parzialmente
crollato, mentre quello di poppa giace sulla sabbia, circondato da bossoli esplosi. Un'elica è ancora in posizione, parzialmente sepolta nella sabbia, mentre la seconda è scomparsa.
Per venire incontro all'esigenza di scortare i convogli risparmiando unità da guerra, delle quali c'era sempre scarsità, fin dall'inizio del conflitto si era provveduto alla requisizione di quei mercantili che, per le loro
caratteristiche, potevano prestarsi bene a questo servizio. Era richiesto, in particolare, un tonnellaggio ridotto ma sempre tale da consentire una navigazione d'altura, una velocità di circa 15 nodi e la capacità di poter agire anche come trasporti
rapidi.
A tale scopo erano molto adatte le motonavi postali dell'Adriatica e della Tirrenia, che vennero infatti quasi tutte requisite dalla Regia Marina e iscritte nei ruoli del naviglio da guerra, cessando quindi di essere navi civili e diventando unità
militari. Nel corso del conflitto furono trentasei le navi requisite come incrociatori ausiliari (sigla militare: D e un numero progressivo), e di queste ne affondarono ben trentadue, anche se tre di esse, nel dopoguerra, furono recuperate e rimesse
in servizio. Particolarmente grave risultò l'armistizio: due incrociatori ausiliari vennero affondati e dieci furono catturati dai tedeschi.Se si guarda la provenienza per società armatoriale, 14 unità erano dell'Adriatici, 8 della Tirrenia, 3 della
Fiumana, 2 dell'Eritrea, 2 dell'Istria-Trieste, 2 ex iugoslavi-, 4 della Regia Azienda Monopolio Banane.
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